Le due Torri: simbolo di Bologna - Osteria Angolo degli Orefici Bologna

Le due Torri: simbolo di Bologna

Le due Torri: simbolo di Bologna

Bologna è una ricca di arte e cultura. Camminando per queste vie si possono incontrare moltissimi importanti monumenti ed edifici; le torri, in periodo medievale, furono sicuramente una delle costruzioni più presenti per questa città, simbolo di potere e ricchezza per le famiglie che le facevano costruire e le possedevano.

Tuttavia a Bologna ne rimangono soltanto 22. Tra queste bellezze storiche, le due torri, sovrastano sicuramente il panorama del visitatissimo centro storico di Bologna. Esse vengono riconosciute come il simbolo della città e sorgono al punto d’ingresso dell’antica via Emilia.

Le due torri furono costruite tra il 1109 e il 1119 e la loro funzione originaria molto probabilmente era difensiva e offensiva, oltre che simbolo di potere per le famiglie da cui prendono il nome, Asinelli e Garisenda, anche se non è possibile sapere con certezza se esse siano state effettivamente commissionate da loro.
Attualmente è visitabile la torre degli Asinelli; essa è alta circa 97-98 metri, anche se probabilmente in origine era 20-25 metri più alta.

La leggenda narra che sia stata costruita per iniziativa di un giovane che in uno dei suoi numerosi viaggi si innamorò di una bellissima fanciulla, ricca e nobile. Il giovane, che di mestiere trasportava sabbia e ghiaia con i suoi asinelli, chiese in sposa la ragazza al padre, il quale rispose che l’avrebbe sposata se avesse portato in dote la torre più alta della città.

Il giovane trovò un forziere pieno d’oro mentre raccoglieva ghiaia e lo utilizzò per costruire la torre e sposare la ragazza. Altre leggende dicono invece che il forziere gli fu donato dal padre, che l’aveva precedentemente trovato e nascosto.

La storia, invece racconta, che essa diventò proprietà del Comune nel XIV secolo e venne utilizzata prima come prigione e patibolo per uomini condannati a morte, poi per esperimenti sul moto dei gravi e sulla rotazione della Terra (molto importanti e famosi gli esperimenti di Riccioli e Guglielmini).

Anche durante la seconda guerra mondiale è stata utilizzata con funzioni simili a quelle originarie, ovvero per l’avvistamento. Essa è la torre pendente più alta d’Italia e salendo per i 498 gradini interni si può ammirare la bellezza della città di Bologna.

La torre della Garisenda è alta soltanto 48 metri, ma si pensa misurasse circa 60, dovette subire un ridimensionamento nel 1300 per un cedimento delle fondamenta. Essa è caratterizzata da una pendenza molto accentuata.

Anche Dante nomina questa torre, nell’Inferno della sua Divina Commedia e in uno dei suoi sonetti. Nota anche come “la torre mozza” venne utilizzata con scopi militari, che vennero abbandonati in seguito al cedimento delle fondamenta. Nel XV secolo essa venne acquista dalla Società dei Drappieri. La torre negli anni venne inglobata in una serie di costruzioni tra cui la famosa chiesetta di Santa Maria delle Grazie.

Vuoi provare l’emozione? Solo 498 gradini per cambiare prospettiva sulla città.